Dario Fociani

 

Strade

Via, il sogno funambolico
scompare via 
con la persiana alzata
dalla madre,
nei girotondi
delle dimenticanze,
tornare e ricordare,
tramonti e albe e mezzogiorni e mezzo
felice guardare la montagna
dei presenti da vivere,
che bel scalare,
gli occhi di chi ha un sogno su cui
tornare e ricordare

la certezza di una passione
è meraviglia, fortuna bacia
e mente non accorta
racconta, raccolta, le peripezie
del caso.



added 28/5/2017

faro #1

Eh il mondo
sebbene invano
c'è,
la prospettiva inganna
eppure ne hanno tutti una,
vivere l'infinito universo
dai soli miei occhi
ha un ché di costrittivo,
di costruttivo
pongo la vena del mio essere che,
sebbene invano,
c'è.

#2

Musica la pressione a leva,
l'estrazione del mio umore espresso
fa ordini alla fila,
macchiato macchiato, zucchero e macchiato,
dimmi a cosa pensi prima di dormire,
a che ora ti devi alzare,
e ti dirò chi sei. 

#3

Un, due, tre,
la mente suddivisa nel tempo,
c'è un cosmo
dove le elucubrazioni piovono
incessantemente,
una Londra di pensieri
si avvicina ai miei dubbi:
"Terra" grida il sogno ultimo
che solo ricordo,
reo ossessivo dell'unico misfatto,
essere quello delle sei del mattino
e non avere calcolato la sveglia,
sparire nelle vecchie dimensioni del passato,
è possibile? In questo sempre presente presente 
assecondare i tempi pare
unica conclusione/soluzione. 



added 12/4/2017

voci

tempi di piccole comunità
e medesimi regimi fiscali;
il mondo unito da piccole minoranze
e regioni socio umorali,
lo stato più piccolo del mondo
non esiste, né il più grande.

Lo sfogo caratteriale dell'unità
è placato, sbilanciato verso il buono
sconto del buono sconto passato,
la nebbia s'è fatta nuvola,
le mura in soffitta,
l'angolo nel mutar tondo emette un giubilo. 



added 9/2/2017

moodyman

e mi piace la soul, già
dal nome
e le nere cantare,
le nere cantare
e le voci nuotare
su sax e ritmi imperfetti
fra l'oggi e il domani
e oggi e domani,
i tempi andati a
memoria del tempo,
un, due, tre, un, due, tre, quattro,
un, due, tre, un, due, tre, quattro. 



added 9/2/2017

Inno al latore

chi è lucido non parli
ovunque nebbia,
le strade a destra
le strade a sinistra,
solo il dormiente crede
nella scelta
sapere è nella rassegnazione
e il dolore e il resto
fa parte della credulità,
incredulità dello sveglio numericamente inferiore,
il mondo è fatto da uomini
che non hanno domande
e si danno opinioni sulle risposte inconcludenti
della modernità mai moderna,
siamo il passato dell'eternità futura,
smettetela di contraddirvi,
siamo il futuro di niente,
c'è ancora chi la domenica segue
un imprenditore affacciarsi al balcone,
fra mille anni mi chiamerete:
innovatore. 



added 12/12/2016