Dario Fociani

 

Dolore venticinque marzo

Colpevole
sono io
colpevole
sono io
colpevole
sono io

e non penso nel fare
amore
i miei istinti primordiali
hanno la meglio

vigliacco, ti ho perso.

Questa facilità al dolore
è uno sbaglio
il controllo dell'emozione 
un traguardo.

Il sonno è denaro
la ricchezza dormire bene
riempire il vuoto
che stento a riconoscere.

Il sogno ti dimostra quanto
questo mondo sia schiavo
della totale alternanza, bilancia,
fra l'uno e l'uno, il più e il meno.

Il giorno e la notte
sono colpevole io
e migliaia gli ignari,
innocenti felici.

Io la amavo e no.
E la mia poesia è analisi
e una merda.
Io la amavo e no

e più non si può, in alternata.



added 25/3/2018

pro & contro

Fu la confusione
a creare un suono
simile a quello delle foglie rigide
del carciofo,
la confessione fu un crack
vicino alla rottura del guscio di un uovo.

L'ispirazione talvolta basilico talvolta gelsomino,
quando fu persa ebbe i modi del posacenere e della sigaretta.

L'amore è aria fresca, la mattina in montagna.
Copriti bene, copriti il petto.

L'odio gli effluvi del piscio all'angolo.

Il debito è una mano al collo. Il credito, residuo.

L'inconscio lo incollo su pattern schematici,
la vita è un continuo desiderare serenità e calma,

riflussi del mare e note intense di menta,
una consapevolezza di libertà basilare.



added 22/3/2018

Ignoranze

Io credo che nessuno sappia

- anche un papa, seppure papa -

nessuno

- la domenica prima di affacciarsi sente un vuoto - 

solo in pochi

- esistenziale, si domanda, sa di non sapere -

sanno. Sparuti, dai quattro ai quattordici

dispersi nel tempo e lo spazio, non so.



added 22/3/2018

Impero & Sistema

Per il morso di un cane
uccideresti tutti gli animali?
Per il prurito di un'ortica
elimineresti ogni pianta?

E il giudicar la razza prevede
l'ignoranza delle varietà,
il mondo gira sulla sua complessità,
ogni passo indietro dell'amor
è odio e avanza.

Tolsero prima le arti
che dalla cultura nasce ogni bene,
tolsero poi le parti
che dalle idee viene ogni seme.

All'arido spregevole tenore della folla inerme,
bastò il tintinnio d'una moneta a far rumore come uno sparo,

vittime del sistema indubbio e complici nel mancato sacrificio,
la lungimiranza dote non fu delle genti, ed esse perirono.

Per la puntura di una zanzara uccisero ogni creatura,
per vendicare il sangue che sgorgò dalla spina di una rosa
noi perdemmo il lusso di ogni odore.



added 6/3/2018

Battesimi

L'acqua, gli oli e i profumi, 

il prete sostiene che gli aromi

rendano grazia a Dio,

e gli ultimi saranno gli ultimi

confinati nel loro sozzume,

la società non li vuole e Dio è la società,

capitalista forse? nelle super nova finanziarie

e centri di gravità assoluta,

il denaro comanda tutto nell'universo,

andrebbe studiato nei libri di fisica

come forza trascinante,

il mendicante è il buco nero,

che ne sai tu del suo orizzonte?

il prete parla, il bambino piange, lui sa

e l'olio scorre sulla sua fronte,

mentre l'uomo si divide in comunità

e fa della religione il suo Caronte

(io guardo più in là).

 



added 3/2/2018