Dario Fociani

 

voci

tempi di piccole comunità
e medesimi regimi fiscali;
il mondo unito da piccole minoranze
e regioni socio umorali,
lo stato più piccolo del mondo
non esiste, né il più grande.

Lo sfogo caratteriale dell'unità
è placato, sbilanciato verso il buono
sconto del buono sconto passato,
la nebbia s'è fatta nuvola,
le mura in soffitta,
l'angolo nel mutar tondo emette un giubilo. 



added 9/2/2017

moodyman

e mi piace la soul, già
dal nome
e le nere cantare,
le nere cantare
e le voci nuotare
su sax e ritmi imperfetti
fra l'oggi e il domani
e oggi e domani,
i tempi andati a
memoria del tempo,
un, due, tre, un, due, tre, quattro,
un, due, tre, un, due, tre, quattro. 



added 9/2/2017

Inno al latore

chi è lucido non parli
ovunque nebbia,
le strade a destra
le strade a sinistra,
solo il dormiente crede
nella scelta
sapere è nella rassegnazione
e il dolore e il resto
fa parte della credulità,
incredulità dello sveglio numericamente inferiore,
il mondo è fatto da uomini
che non hanno domande
e si danno opinioni sulle risposte inconcludenti
della modernità mai moderna,
siamo il passato dell'eternità futura,
smettetela di contraddirvi,
siamo il futuro di niente,
c'è ancora chi la domenica segue
un imprenditore affacciarsi al balcone,
fra mille anni mi chiamerete:
innovatore. 



added 12/12/2016

sfogo antidepressivo

Tutto è casuale, tutto è casuale
nel lasciarsi andare
il cosmo perde certezze?
La fisica opera
nel crinale mano d'etica
la democrazia è il punto ultimo della galassia,
l'oligarchia fanatica della destra che dice alla sinistra
e la sinistra che proibisce alla destra:
tu non riusciresti se fossi più fortunato,
ti crogioli nel ruolo del santone in una vita da sfigato;
e tu non dovresti, non dovresti, non dovresti, tu non dovresti
mai.
Il suicidio è la chiave del paradiso,
le organizzazioni internazionali religiose lo sanno e lo vietano,
sette miliardi di universi mentali girare senza sapere mai l'uno dell'altro,
è tutto così complesso, che abbandonarsi nella rassegnazione
è l'unica mia felicità e chiedere di responsabilizzarmi
è come chiedermi di pensare all'eternità, che sola,
smonta ogni teoria spirituale tranne la mia,
tutto è casuale, tutto è casuale, tutto è casuale,
eppure credo nei tarocchi e nella reincarnazione,

immagino De Andrè e Pasolini ai tempi di Maria De Filippi,
di vendita, di casualità studiate, di ricerche mirate
a fare della democrazia la migliore arma,
un'ape incontra una vespa, chissà che pensa, siamo così simili?
Eppure io non mi riconosco ai doveri di coerenza,
la vena poetica del tossico è bucata, cola sangue
sulla coscienza del manager, del politico che non adatta mai
le sue leggi alla realtà e la realtà non si adegua,
crea il malessere, il male di essere, nella civiltà incomprensibile
che ha le potenzialità dell'universo stesso e guarda sempre fuori
e mai si cerca dentro, a causa dell'espansione costante del tutto,
un vecchio mi strilla la misura del bello e del brutto,
l'incomprensibile armonia delle linee che tanto ho agognato di comprendere:
l'universo si espande nel tempo al ritmo del tempo e il fuori è il futuro.
Che paura ti fa il cambiamento?
Un viso di mamma sullo sfondo.
Che paura ti fa il cambiamento? 



added 3/12/2016

Proverbio buddista

Nulla esiste,
poi però
se non ti fai il bidet,
ti brucia il culo. 



added 18/11/2016