Dario Fociani

basterebbe un abbraccio, talvolta.

Non siamo altro che un probabile tentativo di costruzione del cazzo,
spazzo la sala e fuori la mala vita guarda dentro
senza idea, né idee, noi uomini curiosi
dovremmo imparare a controllare le nostre emozioni
per non arrivare al certo suicidio,
sicuro termine del potenziale divertimento,
annientamento sequenziale della sofferenza,
basterebbe un abbraccio, talvolta
di quella sconosciuta,
ho smesso di scrivere poesie da qualche mese
che forse è un anno e questa e queste
sono rimasugli di un malanno noia
intriso di conoscenze che non ti conoscono
e verità mai dette e amici che stai ancora cercando
o che non hai mai tempo di vedere, di sentire,
questa fantasia magnanima mi denota un potenziale fantastico,

come sarebbe il mondo se tutti fossimo,
come sarebbe la vita se tutti non facessimo,
queste note limite limitanti ti attanagliano,
la scelta è ibrida, la vena è livida,
l'uomo arrogante per leggi della fisica
si intromette fra la debolezza e l'intelligenza e il dubbio
di quest'ultima, che sempre si ridomanda
su sé stessa: di quale frutto son colto io?
O ignoranti gli altri, mi intrufolo fra i panni di un cane,

quanti uomini ti assomigliano, quanti non si sfogano,
quanti mi amano e non ti guardano, mi lasciano passare,
senza dire, perché la società prevede che il sistema
non ci lasci complimentarci l'un l'altro,
la rabbia ha il rubinetto sempre aperto,
l'idraulico dell'emozione dolce invece è forte fradicio.

Questa vita non è male eppure il vuoto potenziale

c'è e rimane,

ti poni il quesito esistenziale, su chi percepisce bene o percepisce male,
il cervello è un decoder e qual è il segnale ricevuto da te, da lui, da lei,
il mio giallo è il tuo giallo, il mio amore è il tuo amore, il mio odore...
il mio odore...

abitudine dimenticata, che dimenticherò nelle lunghe attese dell'eternità,
lenta scorre la vita lenta, veloce il nulla è veloce,

un uccello sorvola la mia testa, a che pensa? 
Ogni giorno, un minuto o un secondo, in fila indiana,
ogni giorno c'è un'ora che può cambiarti la mezz'ora successiva,

io scrivo come se servisse, scrivevo come se serviva,
la serva di un passato remoto, mi guarda perché il tempo è uno spazio
e lei è qui ma distante cent'anni.



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