Dario Fociani

esercizio fine luglio

Ambasciatore non porta pena
disse il bossolo
mentre si paracadutava da un caricatore
agitato:
basta me ne vado
disse un novero di neuroni
non contenti della riunione condominiale
e scossi dall'attentato
commesso da un ictus nell'altro emisfero
cerebrale,
gli alieni hanno raccomandato
il suicidio
come forma di esperienza superiore,
l'unico modo di uscire dal piano fisico esistenziale
con onore,
la ricompensa è una reincarnazione privilegiata,
le palle di prendere in mano la propria vita
e premere il grilletto sulla propria tempia,
altro che stronzate da vecchio bastardo,
ci vuole di più a rimanere in vita un cazzo,
sentilo il freddo del metallo,
la canna vuota di sentimento;
appoggialo bene sull'abitudine decennale del tuo vivere,
sul tuo quotidiano sentimento,
sul tuo giornaliero dormi veglia
dal quale la società ti spoglia: sei una merda, sei una merda, sei una merda,
urla una donna da un balcone
a un tipo che uscendo dal portone
svagheggia.

Gli alieni hanno sconfitto gli estremisti religiosi
tirandogli dietro sette quintali di confetti,
hanno eliminato ogni cartellone pubblicitario
e ci hanno infilato dentro un motivazionale:
l'amore socialista e liberale ti darà la forza
per affrontare la tua intelligenza fascista
che se avessi studiato sapresti a che forma retorica
la mia poesia si riferisce,
la tua pupilla si rimpicciolisce, sbiadisce,
l'intelligenza è a sinistra, mi ripete lo zio che non ho mai avuto,
mio nonno si alza dalla sedia, si toglie una crosta dalla testa,
ammazza una zanzara poggiata sul suo ginocchio,
che non aveva ancora iniziato a succhiare,
in fondo la natura è di destra,
si lava le mani del sangue di chissà chi. 



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