Dario Fociani

sfogo antidepressivo

Tutto è casuale, tutto è casuale
nel lasciarsi andare
il cosmo perde certezze?
La fisica opera
nel crinale mano d'etica
la democrazia è il punto ultimo della galassia,
l'oligarchia fanatica della destra che dice alla sinistra
e la sinistra che proibisce alla destra:
tu non riusciresti se fossi più fortunato,
ti crogioli nel ruolo del santone in una vita da sfigato;
e tu non dovresti, non dovresti, non dovresti, tu non dovresti
mai.
Il suicidio è la chiave del paradiso,
le organizzazioni internazionali religiose lo sanno e lo vietano,
sette miliardi di universi mentali girare senza sapere mai l'uno dell'altro,
è tutto così complesso, che abbandonarsi nella rassegnazione
è l'unica mia felicità e chiedere di responsabilizzarmi
è come chiedermi di pensare all'eternità, che sola,
smonta ogni teoria spirituale tranne la mia,
tutto è casuale, tutto è casuale, tutto è casuale,
eppure credo nei tarocchi e nella reincarnazione,

immagino De Andrè e Pasolini ai tempi di Maria De Filippi,
di vendita, di casualità studiate, di ricerche mirate
a fare della democrazia la migliore arma,
un'ape incontra una vespa, chissà che pensa, siamo così simili?
Eppure io non mi riconosco ai doveri di coerenza,
la vena poetica del tossico è bucata, cola sangue
sulla coscienza del manager, del politico che non adatta mai
le sue leggi alla realtà e la realtà non si adegua,
crea il malessere, il male di essere, nella civiltà incomprensibile
che ha le potenzialità dell'universo stesso e guarda sempre fuori
e mai si cerca dentro, a causa dell'espansione costante del tutto,
un vecchio mi strilla la misura del bello e del brutto,
l'incomprensibile armonia delle linee che tanto ho agognato di comprendere:
l'universo si espande nel tempo al ritmo del tempo e il fuori è il futuro.
Che paura ti fa il cambiamento?
Un viso di mamma sullo sfondo.
Che paura ti fa il cambiamento? 



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