Dario Fociani

vacuum

ho chiuso il cellulare in un
pacchetto sottovuoto 
e ho cominciato a fare foto
sono andato su internet sottovuoto
ho letto una poesia di charles simic
e una di allen ginsberg sottovuoto,
ho ascoltato musica elettronica,
ho guardato un porno,
ho chiamato su skype un amico di melbourne,

sono sottovuoto, sottosopra, galleggio
su una massa di molecole infinita
attraverso la strada temporale indefinita,
il telefono mi guarda da un'altra galassia,
"io sono, dove non c'è aria"
la solitudine è una brutta cosa
"la solitudine è una bella cosa"
cambiamenti di umore in base alla giornata
e nozioni basiche di quantistica

chissà se sono sempre la stessa persona;
a parte i pensieri simili e le emozioni differenti
ma la vibrazione sottovuoto del telefono
che squarcia dimensioni ormai latenti,
mi riporta all'idea dell'incomprensione perpetua
che c'è fra le persone e della condivisione
d'aria, rispondo e un uomo sottovuoto australiano
mi chiede se ricordo (sottovoce)
una memoria sottovuoto di anni fa.





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