Dario Fociani
Apogeo della sconfitta (apice)
Dopo tanto tempo c'è un culmine e un punto avverso a boria e vittoria.
Gira nel vuoto mai veramente vuoto, la roccia blu indefinita e capitalista, quanti anni ho cercato di essere diverso senza motivo.
Ho dormito?
Lei non è mai apparsa, né nelle vesti di fortuna, né in quelle di una donna, angoscia invece siede sempre sulla mia coscia, mentre riposo lei qui si sdraia, mi coccola,
io guardo dall'altra parte, penso a un'altra, lei è possessiva, gelosa, nei momenti dove tendo alla tranquillità lei mi sussurra indefinita aria, che misteriosa frequenza si adagia a voce, mi raccomanda di non seguire vocazioni se non ci si mangia.
Il leviatano ti guarda, signor Dario lei non ha abbastanza talento, né intelligenza, né bellezza, né costanza, molta boria, domando io "sensibilità?", forse ma improduttiva, un fuoco di paglia, sì ma brucia, dico io, l'altra già non mi ascolta. Sa che ho fame, sono vorace, il mio guardare è miope e il desiderio è focalizzare, rimanere sdraiati e divorare frutta e sesso,rimanere avvinghiati a pelli sconosciute, respiri che si allargano, percolano dentro pupille che brillano, sotto palpebre chiuse dalla noia di chi sempre ha idea, ma non riesce a ottenere abbastanza, per sfortuna o per difetto? Per casualità o per effetto? Per mentalità o pensiero?
Nell'eterna essenza, sembra ridicolo, eppure, in un concerto, in un'esperienza femminile o nelle droghe, è la speranza. Il tuo amore è musica. Ma.
Nessuno lo saprà mai sul pianeta Terra.
Io sono innamorato di ogni giorno, di ogni donna, di ogni atomo, riquadro o goccia, e tu vorresti così tanto, che nella mia sola esistenza mi sento in colpa, come se questo singolo vivere fosse più mancanza che esperienza.
Tutto quello che non hai visto, toccato, sentito è già malinconia. Volere più del sordido sorteggiato è ambizione? È meritevole o peccato, desiderare altro oltre a ciò che ci propina il fato? Sorte! Casuale? Morte! Sicura? Forte. Se proverai ad esserlo, cambierai il mondo, se sconfiggi la paura.
Lode all'annientato, nel mondo dei vincitori abietti che del talento evolvono in abulia, superficiale ricchezza, assassina involutiva e gradassa, ci strazia.
Se abbagliante, per cui visibile ma inaccessibile, è la verità,
che sia dolce e complessa la bugia. La farò mia e quella miopia, generata dal troppo cercare l'inossidabile, sarà vanto, consapevolezza e manto sotto cui nascondere freddezza e malinconia.
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