Dario Fociani

Aprire altri libri

Siamo in quel grande momento storico

dove si dovrebbe smettere. Di fare quasi tutto.

L'agricoltura è l'ultima filosofia, il resto? Inutile.

Bisognerebbe interrompere ogni produzione

artistica, io dovrei smettere di scrivere ora,

mi concederò altre righe per impertinenza.

Siamo nella grande era del già c'è,

pensieri e libri plasmano l'anima

musica modella l'emozione. Il cibo sorprende, il cinema insegna il passato, svela il futuro.

Bisognerebbe:

Smettere di fare, di produrre tanto per dire, immondizia sensazionale che fa notizia in questo vomitevole carrozzone. Bisognerebbe frenare.

Mentre il tempo avvelena le pause e lo spazio infinito non sa altro che accelerare.

Smettere assolutamente di pensare che sia importante la propria opinione, di darne una.

Il pensiero intangibile non ha materia su cui adagiare le proprie fondamentali, Dio è banalizzato da forme saccenti, da forze silenti, svilenti, raccapriccianti.

Poserò queste frasi dentro un cassetto etereo fatto di server, elettromagnetismo e sconfitta.

Forse dovrei essere l'ultimo a farlo, ma è giusto che qualcuno cominci.

Aprire altri libri sarà come uscire di galera. Smettere di scrivere sarà libertà dopo la prigionia, aria fresca il giorno prima dell'esecuzione.

Cessare ogni speranza di essere letto, delusione di non essere stato compreso, sarà reset litanico, sarà morte senza funerale, ciò che è più vicino a ogni tipo di fine: una semplice interruzione.



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