Dario Fociani
Contro il giudizio istantaneo
Unico intollerabile immediatamente
chi sostiene di capire al primo sguardo,
al primo sguardo non lo sostengo,
l'unita intolleranza verso l'intollerante
ateo delle complessità della vita,
lui non crede che tutto sia molto più grande di lui,
lui non vede, non sente, il suo piede
ambidestro
lo precede, si proclama esistente giudicante
re del suo universo, dove il morale è basso
e l'eticamente è morto, schiacciato dalla sua
mancanza di tempestività, durante la ricerca di motivazioni,
alibi di chi ha cuore e continuamente si illude;
continuamente si intromette nei panni delle vittime,
cerca spiegazioni alle differenze ottiche,
che poi sarebbe
nelle miriade di giorni diversi trascorsi fino a
oggi.
Nel mondo intelligente del futuro,
tendere alla qualità sarà obbligatorio,
il Pianeta avrà culture ma non avrà nazioni,
l'uomo sarà obbligato a non giudicare dalle prime impressioni,
formato, educato ad evitare ogni forma di idea
senza prima riflessioni.
Non puoi sostenere la soggettività dei sapori, quando mangi,
oltre le sfere nostalgiche emozionali, la complessità
dei piatti semplici, proteine, grassi, carboidrati, sali,
nulla è semplice dei piatti semplici e due son le cose:
o diO è un Genio o dIo è un genio perché non saprei
definire casuale mai nulla di tanto complesso,
immagina un mondo senza cariche elettromagnetiche,
immagina un mondo senza interazioni,
dove i protoni si rifiutano di stare con i protoni,
questo nucleo è troppo stretto,
elettrone, quest'orbitale non è un hotel.
E masse poco ingombranti fluttuanti nel sempre senza vita.
Del lavoro delle persone andrebbe giudicato solo la complessità dell'operato,
per cui il sacrificio, la ricerca, l'amore, il tempo dedicato,
il resto sarebbe eccessivo, inadatto, saccente o prolisso.
Tutto è sparso nel tempo, sopratutto il gusto,
che in qualunque sua forma
muta, volatile mai nello spazio, e
oggi cosa ami? e ieri e domani?
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