Dario Fociani
Cultura e Progresso
C'è un uomo, fra le centinaia di categorie di uomo,
che si oppone all'idea di aristocrazia,
intesa come fonte di privilegi propri e latore di svantaggi altrui,
Un superuomo, che nei confini tessuti dalla società
vede diseguaglianza e mancanza di empatia,
disconoscenza della scienza e della filosofia.
Dove.
C'è un uomo oltre l'uomo che rifiuta la guerra,
che riconosce il movimento e l'entità del suo universo,
natura si acquieta, c'è un uomo che naviga
naviga nei mari della scienza, dell'arte, della filosofia
e dell'economia, rifiuta il patto sociale, vuole dare
merito, rifiuta l'obiettivo estremo del massimo profitto.
L'individualismo oggettivista, la rottura delle maniere,
c'è un uomo che non conosce le bandiere, percependo
sé stesso come natura nella natura, essere fra gli esseri.
Ma senziente.
Gli unici confini rimasti sono quelli della mente.
C'è un uomo che riconosce gli sbagli del passato
e intravede le percentuali di successo del futuro.
L'anima collettiva è la ricerca, la qualità come obiettivo,
massimo, ultimo, della resa all'intelligenza.
Un uomo H che crede nei processi del primo atomo,
un uomo H formato da un'idea protone, una missione neutrone,
un'azione elettrone. C'è un uomo che conosce le caratteristiche
della stupidità e la capacità dell'uomo di auto flagellazione.
Conscio, consapevole, sveglio, disegna il futuro basandosi
sulla cultura e sulla responsabilità, la disciplina della formazione,
i raggi caldi e la raccolta della buona divulgazione.
C'è un uomo nel futuro, figlio del suo sacrificio, del suo studio e del suo lavoro,
e della fortuna che tutti i tempi, gli ieri e i domani ha creato.
Spero solo di conoscerlo.
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