Dario Fociani
Fantasmi
Sto molto meglio quando non sei nella mia testa.
Quanto sei bella quando indossi la mia maglietta.
Abbiamo fatto l'amore praticamente sopra ogni nuvola,
peccato (un gran peccato) che il mio cuore abbia l'ebola.
Controverso come Evola, evoca sentimenti lontani ed
emulazioni di rapporti irrisolti, irreali, irrequieti.
C'è odore di caffè nella stanza, faccio un vu sessanta
mentre sei a novanta, fra le profondità del mio mantra,
meditare mi permette di sfiorare le tue orecchie da angelo,
dolce il dondolo del tuo seno sul mio alito, bere il tuo sudore è
come vestire un nuovo abito, sadico, mi osservo allo specchio
e i tuoi occhi mi guardano come se sapessi amare, la realtà
è che non lo so fare, c'è una freddezza innaturale nel mio cuore,
lo immagino tramutare in un cactus, spine fuori e acqua dentro,
per dissetarvi tutte meglio nelle vostre fasi di siccità del sentimento,
posso evitare di dargli nutrimento per un sacco di tempo,
tanto lui non chiede altro che un frammento di speranza,
chiamatela luce solare e un giardino dove filosofeggiare
sulla mancanza del mio fiore e sull'importanza delle radici da cui ripartire.
Distratto, vengo lento dentro te, per cui dentro me,
non c'è nessuno qui se non fantasie perché
il mio cuore ha l'ebola ed ogni pensiero con te è nuvola
e questo lento decomporsi avrà forse scopo di rigenerarsi?
o di finire nella rassegnazione sociale? che è un po'
accettazione verbale di tutto quello che, per colpa di me stesso
e un po' per colpa del destino, sono.
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