Dario Fociani

Fare meno, fare meno, molto meno

Il significato di sentirsi meglio
e di sentirsi superiore a un altro.
Tu sei sicura di saperlo?
Io,
talvolta giudico, soprattutto
i superficiali e i cinici, coloro
che del loro scudo fanno un'arma
e vivono come se non fosse così
immensamente miracolosa l'esistenza.
Io li trovo strambi ma.

Loro dicono, ridono e deridono, eppure non conversano, né mai
provano interesse per un interesse non loro.

Davvero?

Così estranei, praticamente stranieri
nel loro corpo, campano come
se ognuno fosse già morto,
e chi vuole vivere, per loro è stolto, porta il carico di sensibilità, in realtà un fardello.
Io credo che la poesia più bella sia stata pensata da un uomo che non sapeva scrivere, un primitivo, un neanderthal quasi sapiens che guardava il cielo
mentre la sua compagna partoriva:
cento quarantottomila anni fa.
Cosa pensava? Il dolore esiste
se esiste un nervo adatto.
La natura meieutica di per sé, avrà creato la delicatezza per sbaglio,
in un mondo di competizione e
di sbaraglio, un errore che
le è piaciuto, così ogni tanto, di tanto in tanto, ha continuato.
Il suo divo è il primitivo e la terra ne ricorda ancora il nome, i cieli ne tengono l'immagine in memoria. Tutto e niente è perduto. Hai mai avuto la capacità, propedeutica all'Eterno, di goderti un attimo?

Di fare meno? Di fare meglio?

Di guardare dietro il proiettore dell'universo,

Siamo un muro bianco ed è tutto già scritto.

Tu che leggi e non apprezzi, tu che apprezzi? Già detto? Fatto? Prestabilito?



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