Dario Fociani
Ubriaco d'anarchia
Ubriaco d'anarchia sventolava un tricolore tolto alla monarchia che non ha più nulla da dire, resuscitato mille volte nato sempre nel dolore, lui non sa della reincarnazione e per questo giudica Caronte, il fronte e i proiettili gli hanno esploso mille volte la testa, sono morti all'infinito per dare libertà, uguaglianza e festa all'uomo che non sa dell'importanza della disoccupazione, perché il lavoro è ciò che più assomiglia alla liberalizzazione dalla schiavitù.
Mi sono reincarnato, dieci, mille, mila volte, la memoria è sempre corta, la fortuna sempre storta, se penso che siamo su di un sasso galleggiante, dove l'universo è a monte e tutto il resto non è importante, infinito, infinito, infinito, il tempo e lo spazio, la roma e la lazio, la razio e il dazio del pensiero che ci costringe a un fare individualista, umano tu sei il primo della lista spargi ammirazione per la folla, sbrighiamoci a capire l'essenza perché il mondo sta cambiando senza di noi e dovremmo comprendere il cosmo e il nulla che non è nulla mai e tutto deve essere sempre, sempre sarà seppure la goliardia dell'incompreso cerca una soluzione comprensibile, lo scienziato onora il caso, non vede neppure il miracolo della notte e del giorno, solo una stella, solo un fiore, solo un vaso, tutto è contro intuitivo, tutto è in un sommergibile da cui guardare l'infinito, immerso dentro il tutto, cazzo il cervello è un filtro e nel filtrato c'è il mondo.
Ubriaco d'anarchia, quante volte sei morto? Non lo sapremo mai, perché l'amnesia è il dono del risorto e il potere schiaccia sempre e voi siete qui a risollevare, abbiamo muscoli mentali che non possono sopportare questo ignavo subire, questo inutile controllare, gente muore, rinati neanche da un secolo e tutto il loro faticare è farneticare mossi da impulsi finti come il tuo amare, amore,
sei nel mio letto, ma sono solo da millenni e non so come fare. Non so come riunire il mio essere elementare e quello che più soffro è il cinismo superficiale, l'incomprensione del tutto, sei un essere universale eppure vedi accanto a te, non sono accanto a te. Chi è il più debole? Tu che sai picchiare? Uccidi ora il Re, ovunque esso sia, perché è la metafora di ogni malinconia, uccidere è fondamentale per poter ritornare, il tuo potere è annullato in questa vita, devi solo riposare, è un regalo di natale e struggere è indolenza, perché mai la pazienza, mai la conoscenza, perseveranza, sapere dove non sei è l'importanza, ma nessuno sa dov'è.
Ubriaco d'anarchia, sono desolato, ostinato, condannato a proclamare te stesso come sano mentale, nessuno sa cos'è questo impulso alla libertà, progressismo, conservatori, spostatevi tutti un po' più in là, la verità è una bugia.
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