Dario Fociani
Una comparsa può credere di essere il protagonista?
L'universo cammina.
“Trova la poesia più bella!”
Continua evoluzione,
si slega ogni cinta
e anche il pavimento cammina,
l'universo e il pavimento.
Io ho solo bisogno di ripagare
il senso d'infinito e scrivo,
ripagare il non capito:
il cuore nel petto affoga,
cerca ossigeno in gola
e dà fiato a ogni mia parola.
Gli artisti in paradiso
si sentono stranieri?
Vedono le loro ali?
Io da terra ammiro i loro voli,
l'incoscienza di planare
fra i venti
e non esser soli.
Frammenti di me camminano
nell'universo e sul pavimento
e mi chiedono ancora:
"cosa stai cercando?"
"Qualcuno che cerchi"
Cosa sta cercando?
Qualcuno che cerchi.
In un cerchio di parole
che tornano lui non trova
un'espressione migliore,
e si slega dal pavimento e grida
e posso sentirlo da qui
implorare di trovare una poesia nuova,
lo sento urlare, arrancare,
da dove sono venute?
"Sono solo frasi" Dio se urlava
"sono solo frasi" piangeva
oh Gesù, e ora?
-
Domani sta già arrivando,
finirà così, impazzendo?
Loro stanno già ridendo,
troppo tardi per dimenticare,
ci vorrà un giorno per raccontare.
Credeva nel protagonismo assoluto
di ogni vita e poi
mentre dal pavimento si slegava
e l'universo camminava
e lo statico era mobile
e l'immobile stipite
cigolava da sembrare le vecchie
ossa di Dio,
egli per la prima volta capì,
capì che ciò che aveva creato,
tutto ciò che aveva creato,
vissuto,
serviva solo a essere contorno
di un altro sguardo,
ispirazione per un migliore ritratto.
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