Dario Fociani

Crisi endemiche

Consapevolezza del mio essere

e del mio non essere,

la fuga è pianificata nell'accettazione

disorganizzata dell'amore e dell'odio

che getto e rigetto su me stesso.

Un palco, un teatro, una vita, un artista

che non trova pubblico né squadra 

e solo nel disimpegno mentale, 

nella speranza astrale, cosmica e malgrado tutto 

funzionale che tutto vada bene, secondo

il giusto ordine, sia il piacere, che il dolore.

Quale personalità sono? Delle tante che ogni situazione crea. Io non mi conosco e questo mi rende insicuro, non ho mai idea di quale carattere avrò domani, di quali pensieri mi inonderà la testa, sarò cupo o brillante? Severo o flaccido? Attraente o respingente? Producente o controproducente? Liberale o statalista? Arrogante o carismatico?

Devo piacere a tutti. Devo piacere?

Devo conquistare esperienze. Devo conquistare?

Devo rimanere immobile. Come posso muovermi di più?

Devo amare chi non mi ama? Perché nella sua lucidità potrebbe insegnarmi qualcosa.

Devo trovare una forza elettromagnetica gravitazionale che mi possa portare a controllare il mio Io, il mio Dio? Il mio odio. Essenziale è avere un denominatore mentale comune? È essenziale.

Sto cercando di vincere me stesso.

Dimostrare di non essere sbagliato a chi mi fa sentire sbagliato è sbagliato. È sbagliato?



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