Dario Fociani

Errori

Fui nato sbagliato, 
è andato il tempo col vento
fra le foglie di un tempio
con radici profondissime
quanto quelle di un lamento.

Le code coscienziose 
comprano ancora al supermercato,
io fui nato sbagliato ed il tempo
era errato, superficiali e arrivisti,
l'empatia fu il disprezzo
ed un crimine è lesto se l'uomo
è disattento e ho pregato,
ho pregato, ho pregato 
chi mi ha ascoltato, ha capito,
ma mai assecondato.

Il falso è irriconoscibile,
ha gli occhi buoni e un neo al centro del collo;
ti dice che nulla esiste
quando gli urli contro la tua anima
lei però si fa triste, ti scaglia
i suoi momenti peggiori,
la sua incapacità di venirne fuori,
la libertà libertina di cui non ti ha mai parlato,
se ti sei impegnato la colpa è la tua,
c'è solo il soffice niente a far da cuscino
indovino con poco, sono solo di nuovo.

La morale è un concetto dimenticato,
io fui nato sbagliato, nello spazio e nel tempo,
lo senti che il vento, oggetto adorabile,
rammenta che la fondamentale è invisibile,
dammi aria, dammi i giorni di gloria,
dammi i modi per dar lucidità alla sua boria,
Re Mida da sola, credi di poter essere tutto
perché gli anni non ti hanno ancora sfiorato,
io fui nato sbagliato, ma non sarò dimenticato
perché ho combattuto contro l'indifferenza
mentre ero seduto sul suo letto e ho pianto spesso,
ma sempre mentre non ero in compagnia,
illumina la via, la mia, la loro, la sua,
ognuno merita di conoscere il male che sparge,
mentre la verità distorce nelle dimensioni
di tutte le incapacità, inadatta ad amare
ti auguro di avere una vita al mare e
nessuno con cui festeggiare.



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