Dario Fociani

Inarrivabile

L'odio per me stesso 

sulla scala dell'autostima,

chiede che il mio amore in rima

si consapevolizzi fesso.

La sorte non ti aspetta,

ti chiede di scegliere,

mentre si crogiola la fretta

del mio non saper intraprendere.

Nella lasagna delle mie personalità

che si stratificano senza darmi scelta,

c'è la morale e l'amoralità,

l'artista, lo scemo, un osservatore e il delta

di fiumi geniali o stolti,

di vite che sarebbero potute essere, 

alla fine si riunisce tutto in una sola voce,

la foce che infila tutti i tuoi giorni nel cesso.

Tu e l'insuccesso, la fatica di trovare appigli,

il rancore verso le emozioni del sesso,

il non controllo del Sé, mi sfregia con i suoi artigli.

Sono sempre io eppure cambio, transito,

su binari sensazionalistici di umori e dolori

vorrei sapere parlare sempre senza dare adito

ai demoni che mi sussurrano da dentro e da fuori.

Tu, non sei in grado senza che il destino 

ti dia le possibilità di mostrare che ce la puoi fare,

sudo freddo ed un pugnale nell'intestino

mi suggerisce che l'unica via è lasciarsi andare.

Non ho capacità di controllo,

sono una marionetta nelle mani del fato

e l'invidia che provo è un cappio al collo

avrei solo voluto tutto, ma purtroppo tutto è sbagliato.

Un amore, mille amori, una vita in mille vite,

mentre sento che il blocco alla gola

mi chiude la strada delle percezioni più ardite

e vola sola la memoria, di quanto sarei potuto essere

e il malessere dei giorni che abbiamo davanti,

quelli in cui ti abbandonano i desideri futuri 

diventando certezze di passato, poco lungimiranti:

saresti stato una rockstar o meglio un uomo innamorato?

Se non ti avessero installato tutti quei dubbi e quelle paure,

se invece della scure mentale avessi avuto una guida,

la giusta compagnia è la felicità e la solitudine è la sfiga,

l'introvabile serenità è nell'accettare la sfida.

Il futuro è ancora là, la mia voglia è insolubile,

ma ogni passo falso è come una cazzo di sabbia mobile,

qui non c'è verità, siamo una singolarità

dell'universo infinito e nella ricerca dell'eternità,

siamo di nuovo nel freddo buio inscindibile,

io sono sfinito e la mia fama è irrisibile.

Amico, dov'è il mio successo, io non ho mai chiesto

altro che del buon tempo in compagnia e di creare,

ma così è difficile, sembra quasi come buttare

dita di una mano avvolte a una penna,

scrivere per la luna che è la sola che mi guarda 

e forse apprezza.



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