Dario Fociani

Informazioni dall'alto

Se potessi ricordare i miei sogni

e scriverli.

Surreali ipotesi di dualità,

l'ipofisi controlla la mia vanità,

sono così poco, malamente poco,

forse saggio, sempre lontano

dall'ambizione astratta,

"non sai nemmeno cosa vorresti essere"

mi grida un incubo.

Se riuscissi a non avere male a una mano

quando impugno per troppo tempo una penna,

se non avessi il malessere tipico

di chi non è abbastanza colto, di chi non ha

ancora letto tutto ciò che avrebbe dovuto

per avere autorità di esprimere la propria impressione,

opinione accolta e raccolta dalla mia anima

a cui ogni organo dà semplicemente retta.

La linea è dritta, è tratta e a detta 

della mia mente, è fretta, alla frutta:

percezione, quanto sei simile alla realtà?

Fiducia in me stesso, perché sei così tenace

fra me e me, così fragile davanti all'uomo esterno?

Barista, cameriere, ombre di vecchi me stessi capaci,

così tante psicologie, l'alchimia è qualcosa con cui 

ebbi la facoltà di giocare, ho dimenticato, per colpe

che non ricordo, che espierò, ma non ho espiato.

Devo imparare a parlare bene in pubblico,

devo imparare a cantare bene in pubblico

e a suonare bene uno strumento ritmico.



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