Dario Fociani

Massaggiatrice lituana

Lo scrittore e il suo odio
verso l'autoreferenziale
si contraggono in una smorfia di dolore.
Tutto il suo essere è inutile
perché il nulla si possa manifestare.

Sono sdraiato.
Gli occhi aperti.
Una lampadina a forma di glande
mi fissa,
la morbida mano della massaggiatrice
si scontra 
con la mia eterosessualità:
mi tocca e mi addormenta.

La disperazione esiste, desiste,
l'onta del mio respiro
gonfalone del mio pensiero,
ultimo baluardo della mia crisi di pianto.

Il troppo stroppia,
il non detto scrive
e il poeta è infranto.

Il massaggio intanto è finito. 
Sono sessanta euro.

Il portafogli sarcastico
poggia sulla seggiola la sua filosofia:

il non fatto impicca
il non detto che ammicca.

Ho detto: sono sessanta euro.



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