Dario Fociani

Treni che passano

Giorni di trepidante accesa
e minestroni sul fornello,
la ricerca spirituale è faticosa
piena di contraddizioni e vicoli ciechi
e metafore semantiche incomprese,
la tranquillità è di colore giallo
e inseguo la speranza della verità
come un dobermann insegue una farfalla
che vola senza chiedersi come.

L'insuccesso pedagogico della società
è voluto
e intrepidi ignoranti, coccolati dalla propria ira,
dal caporalismo familiare
e dall'educazione lontana come lontana è la Mongolia dal mare, 
hanno in mano la bandieruola, la gita segue,
i vecchi parlano di quanto è bello il mare,
i giovani fischiano al culo delle signorine,
la mezz'età prova ad arrabattare il possibile
sotto le minacce dei fantasmi del futuro presente da vivere.


Lo Stato non si permette
di entrare a bussare, coinvolto dalla eremitismo mafio-religioso,
e il mondo avrebbe solo bisogno
di buon senso per essere un paradiso,
dalle valli passano alcune voci in eco
gridano morte o rivoluzione, morte o rivoluzione,
altri chiedono agli altri
solo di comportarsi bene,
vedrete,
tutto cambierà,
solo se vi comportate bene. 



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