Dario Fociani

Non credete?

Foglie morte sulla strada
assomigliano a lische di pesce,
a te ti esce dalla giacca un capello
e il labello ti inumidisce le labbra
che poi seccheranno la mia noia
all'ora tarda, se bellezza è vigliacca
tu sei l'ultima codarda della via.
Se un uomo fosse poi giudicato da quel
che dice e non da quel che pensa
farebbe meglio a pensare quel che dice,
sempre, non credete?
Nei momenti di paradiso ti chiamavo Beatrice,
non penso a Euridice e non guardo indietro io,
nessun dio piange sulle mie canzoni.
Tu che vuoi che scriva un'altra poesia sul culo,
io che il mio lo sento sempre più solo,
eppure curioso, amore che ben più facilmente
rima con terrore, eppure cuore,
eppure sempre cuore.
C'era un tempo in cui andavamo su in terrazza
e guardavamo la gente passare.
Siamo piccoli dicevamo e ci sentivamo immensi.
Ci dicevamo parole dolci:
vivere è una miriade di sguardi persi.



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