Dario Fociani

 

Tirami fuori la voce

Ho bisogno di parlare,

ho bisogno di sentire il timbro della mia voce,

non dissentire su te stesso,

ascolta la tua opinione, dagli valore, 

dagli valore e dagli il giusto dubbio di concretezza,

la voce è aria e frequenza, magia, io vorrei esprimermi

io vorrei urlare, sentire il mio suono nelle tue orecchie,

non mi intimidire anima mia, non ti preoccupare

dei sistemi di riferimento altrui, che tendono ad occultare

i sistemi di mascheramento propri.

Il mondo è fatto a scale e sarebbe meglio non avere il fiatone,

allenati coglione, allena il tuo timbro di voce, 

l'insicurezza ti mostra insicuro, l'ansia ti mostra ansioso,

non noti come siano le tue descrizioni a descriverti,

non svenderti, immaginati.



added 5/8/2018

L'universo è bagnato

Tempi d'oro l'avvenire,

le profondità del cielo e il pensiero,

l'inchiesta del cambiamento.

Noi stessi, noi stessi, noi stessi,

un pesce probabilmente crede di volare,

che ne sa lui del mare.



added 25/7/2018

Il Suo Ipod

La consapevolezza 
dell'incertezza:
l'illuminazione.

Vivere secondo il dubbio
è molto elegante,
credere: sconveniente.

Lo dice la parola stessa,
credenza (chiusa o aperta)
tende all'idiozia.

Nell'indeterminazione
ci immergiamo, salvi,
figli del non sapere,

siamo nelle grandi tasche,
intrecciati, fili delle cuffiette
di Dio (che intanto fa jogging e ascolta metal).



added 12/7/2018

vita di un elemento

Complicato, l'aliquota dell'ira aumenta,
imposta repressione aggiunta,
desueto il cambiamento del mondo
avanti o indietro, nessuno sa
dell'alto e del basso, la corrispondenza.

Modifica le cose il tempo e la temperatura:
vedo uomini solidi, liquidi, gassosi,
bisognerebbe essere atomi; sempre uniti,
incuranti, nel loro piccolo,
sebbene gli infiniti legami fra i superiori,
atomi, sempre sé stessi.



added 10/7/2018

Un attimo

Se non mi ammazza prima la vita
io
sarò un suicida,
nel candido volo sull'etere
ammetterò di aver perso la sfida,

avrò le mie ragioni incomprensibili,
frustrazione nella scelta fra due paure, 
ma voi crederete alle solite mancanze di prospettive.
Il nulla non c'è o c'è ed è calma (la Calma),
la diapositiva su platino è ferma,
l'universo è una ninna nanna.

Ci si sveglia e ci si addormenta, continuamente,
l'insondabile verità è un carillon inascoltato,
suona nelle stanze di un condominio, vuoto,
in qualche cazzo di galassia, in un primo piano.

Se non mi ammazza prima la vita,
io
sarò un suicida,
credendo di aver capito in parte
ammetterò di aver vinto la sfida.

L'ira e l'angoscia, l'ansia e la sfrontatezza,
la vostra poetica timidezza,
il lavoro, il raccolto, la soddisfazione,
la fortuna, la sfortuna, l'inutilità dell'azione

l'apice e la depressione, il successo e la fame,
il polo nord, il polo sud e ciò che ci sta in mezzo,
i tropici, l'equatore e ciò che ci sta intorno,
la nazione, la città, la via che percorri ogni giorno,

le costellazioni, le stelle, il cosmo, l'anima mia
che non ha la fine e che non ha l'inizio.



added 3/7/2018