Dario Fociani
Poesia di mero immeritato amore
Nello spazio cosmico
siderale
l'eufonia del mio ego
ancestrale
mi spinge a lacrimare
solo per avere
pronte le parole,
ponte
fra bocca e iride.
Non pianto, non rabbia,
non piango:
è un conversare;
perché solo i miei occhi
ti hanno visto.
Il mio corpo potrebbe
aver dimenticato,
la mente cancellato.
Piangere non è soluzione.
È mezzo di comunicazione,
aiuto caparbio
messaggio
alle mie grida,
latrici di memoria
alla mia lingua
che unica, ricordando solo le tue labbra,
probabilmente, non saprebbe
cosa dire.
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