Dario Fociani
Poesia ignorante e egocentrica
La società sociale
mi fa stare male
pensare
in una noia immortale
che non ho un cazzo da dire
perché non c'è un cazzo da sapere
ma sembrerebbe che tutti invece
abbiano un'opinione,
tutti amano parlare,
ma io
non so un cazzo
ma io
non so un cazzo
ma io
non so un cazzo
ma
tutti amano parlare
ma
tutti amano parlare
ma
tutti amano parlare,
il giornalista ama parlare
pagato dalla disinformazione,
il prete ama parlare
convincerci che il business sia cosa buona e giusta,
il poliziotto ama parlare
con gli estremi della sua frusta,
il notaio ama parlare
lamentare il suo stato asociale,
gli unici che non parlano mai
sarebbero da ascoltare,
Dio e i suoi reali seguaci,
camici bianchi da laboratorio,
coloro che vedono la realtà dal reale
ma sono troppo impegnati,
non hanno modo
e io che avrei tanto tempo
non ho un cazzo da dire
perché
io non so un cazzo
perché io non so un cazzo
perché
io non so un cazzo
perché
io non so un cazzo
ma qui
tutti amano parlare
tutti amano parlare
tutti amano parlare
l'impiegato spiega al capo cosa fare
il capo spiega all'impiegato cosa non dire
il politico spiega al ladro come rubare
il ladro spiega al politico come si fa a non mangiare,
se gli alberi potessero parlare
bisognerebbe ascoltare
chi non vuol parlare
bisognerebbe ascoltare
i muri, gli insetti, le grate, i marciapiedi, i palazzi, le nuvole, i pazzi, i razzi, i falsi miti, i riti panegirici dell'opinione poco comune, chiedere l'opinione al guardalinee e tracciare, tracciare, tracciare, nuvole di confusione per dissipare questa corruzione economica e mentale, qui ci si vede fin troppo bene, troppo bene e io non ho un cazzo da vedere, io non ho un cazzo da dire.
Mi dispiace.
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