Dario Fociani
Vecchia poesia a una ex
Sto male come sta male
una sottiletta Kraft
sulla frutta.
Ho ondeggiato, indugiato,
annaspato e soffocato,
sono il maggiordomo killer
di questo thriller,
mi soffermo (sospetto)
sulla mia camera da letto,
sembra vuota.
Mi servo la colazione
su un piatto d'argento,
fosse la mia vendetta
sarei più soddisfatto,
lei mi dice: sono un gatto.
Ma sono allergico!
Forse comprendo ora il mio malessere,
vorrei rigettarmi in una di quelle
mattine, di fretta, di corsa,
vomitarmi nella tua borsa
come fossi la frutta con sopra
quella sottiletta;
lei stizzita, ingelosita dalla notte
(non era una gran cuoca)
che sembrava una tavola
imbandita e le stelle tante briciole
e la luna una tazza di thè al limone,
il tutto visto dal basso, gli dicevo,
mentre metteva lo smalto:
"è mezza piena!"
o mezza vuota
"si vede sei ottimista"
io mi strappavo una vena,
ma la morte mi disse che fu un’arteria
(per una volta non sarà la masturbazione
deleteria, a togliermi la vista).
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