Dario Fociani

Acquiescenza

Sono (senza dubbio) sono
una delle sei miliardi di persone
che vive dentro se stesso
e si ritiene indispensabile
per la sopravvivenza del mondo,
il mio è un continuo incessante chiedere
al me introverso, introspettivo 
come mai è stato possibile
nascere e ritrovarsi qui
pieni di sogni e ambizioni,
unici e persi in una folla 
e in quanto tali folli
esigiamo attenzione
che nessuno è disposto a dare
gratuitamente,
come se l'oblio non importasse
o come se giustificasse
l'andazzo generale delle cose,
bisogna sempre chiedere
allo specchio
quali priorità l'esistenza richieda,
lo specchio riflette:
"mmm, fammici pensare"
è la felicità il mio primo obiettivo?
a dispetto della realtà? 
a dispetto della curiosità?
a dispetto dell'infelicità altrui?
è la solidarietà il mio primo obiettivo?
a dispetto della fantasia?
a dispetto del pragmatismo?
a dispetto della società capitalista auto conservazionista in cui sono nato?
(accendo una sigaretta nel frattempo, non c'è niente di meglio che accendere una sigaretta mentre scrivo cose che non leggerà nessuno)
è la sperimentazione il mio primo obiettivo?
a dispetto della comprensione?
a dispetto della tradizione?
a dispetto della fruibilità della felicità mnemonica che dà sollievo in quanto intravede qualcosa di già percepito?
è la socializzazione il mio primo obiettivo?
a dispetto della praticabilità della cosa in un mondo di egocentrici bastardi?
chi è povero ammira il ricco perché il ricco può essere se stesso, 
può fregarsene dei preconcetti, dei pensieri altrui,
in quanto i soldi possono comprare le tangibilità personali
ed è più facile godere dei privilegi terreni 
ed è più facile guardare meno in casa degli altri,
evitare di osservare l'altrui disperazione,
fare tutto il possibile
non lo si può fare,

bisognerebbe viaggiare nel tempo, nello spazio,
verificare la presenza di vita aliena nell'universo,
cooperative sociali predisposte all'aumento della qualità della vita
extra-terrestre,
tutti nell'universo hanno bisogno di un sogno
o di auto compiacimento 
(anche io)
ciò potrebbe portare alla verifica esistenziale essenziale
dell'esistenza di Dio
che altro non fece che mettere alla prova
le sue possibilità
dando un inizio senza tempo
guardando
senza infierire, senza interferire,
dove le sue capacità
avrebbero potuto portare,
avendo inventato immediatamente
i dinosauri e me medesimo,
la chimica e la possibilità di disegnare 
con il latte riscaldato a dovere
da una lancia a vapore
un cuore nel tuo cappuccino
e la matematica e la torta di mele
e internet e la cucina molecolare
e la chiesa cattolica e la tribù sperduta
dell'Africa centro meridionale,
la complessità e la semplicità,
la bellezza e la bruttezza,
la pienezza e la depressione dell'inutilità
della degenza
e la canapa e la televisione per la casalinga
senza nient'altro da fare,
Dio e la profondità delle cose,
l'altezza dei cieli, l'oscurità del mare
e tante altre cose, di cui non sono a conoscenza,
fra cui ciò che avviene fuori 
dal sistema solare.
Beati voi, chiunque pensi di capire.
 



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