Dario Fociani

Discorsi fra l'Io e dio

Quando arrivammo a lui, io chiesi:
"perché?"
e lui tranquillo rispose:
"perché ero annoiato".
Si accese una sigaretta e poi aggiunse:
"in franchezza, se è per questo
v'ho donato gli occhi solo perché
avevo già fatto le stelle
in un attimo di ispirazione
o creatività, chiamatela come volete,
e poi mi son domandato: che farne?
Così ho ripensato a quegli esseri
che avevo creato su un sassolino
lontano,
'magari servono a loro'
e così è stato.
Su ora non fare l'offeso,
cosa ti credevi? Non è colpa mia
se t'hanno detto che ero diverso,
che ero buono e bello,
la verità è solo questa:
io ero.
Ed ero.
Ed ero.
E sempre solo.
Alla fine, scusami, a voi ho dato compagnia,
io che ero sempre stato sulla mia,
non gradirei un grazie, ma comprensione.
Voi vi siete dati tempo
adeguandolo 

ai ritmi della stella che vi avevo messo più vicino,
io non ho stelle.
Perennemente al buio.
Non ho tempo.
Perennemente sono.
Per cui non ho un passato.
Perennemente ero.
Per cui non ho un futuro."



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