Dario Fociani
Il soldato
Non cambiatemi nome alla morte,
Soldato Stato, eroe mai diventato
Nel ronzio di un romanzo
Come una mucca che diventa manzo
Ideale fallato nel sogno macellato,
Capitalismo increspato,
Non esiste il mostro politico
Se l'uomo non lo ha ideato,
Tutto è giusto, tutto è sbagliato
Il diavolo è stanco, dio è un buco bianco,
Tutto genera, tutte le autostrade del mondo,
Limitate in velocità dagli uomini
Che creano le stesse automobili
Ideate per superare quei limiti.
Sembriamo noi, uomini nati eterni
Morti giovani, spezzati come rami,
Dalle decisioni del vento, invisibile, spietato,
Dai vortici delle sue scrivanie,
Uragani decisionali e tornado poco lungimiranti.
Vorrei atterrare sulla schiena, disse, l'ape sullo stelo,
Vorrei morire, disse, guardando il cielo
E fra i fiori celebrare, fra gli odori vedermi andare
In un tripudio di colori e suoni e psichedelia
Vorrei lei, che mai è stata mia, consolarsi per la mia via.
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