Dario Fociani
Uccidere l'accidia a Natale
La natura morta
lo sguardo redivivo
l'attesa muliebre
la casta inoppugnabile
socio culturale
il viaggio la passione
l'incontrollabile incolore
la stanchezza
del cambio generazionale
l'equilibrio meta
l'anima a metà
il fagotto quotidiano
la senilità sulla soglia
placida serena osserva
la pazienza spazientire
fuorviare l'alieno
estraniato dal mondo:
da Dio
mai una voce
eppure ebbi tutto,
mi bastò l'ottimismo
stoico che a giorni alterni
mi passava a trovare
sempre scostante
sempre cosciente
che non sarebbe durato
sempre senziente
del suo valore effimero
del suo fare canzonatorio,
quei giorni lì, capitava
che anche al tg il mondo
sembrasse un posto migliore,
lei lì a non guardare
la mia non intelligenza
pura sconsideratezza
o forse la noia
dei tristi giorni delle feste e
del meditabondo natale.
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