Dario Fociani
Errori
Fui nato sbagliato,
è andato il tempo col vento
fra le foglie di un tempio
con radici profondissime
quanto quelle di un lamento.
Le code coscienziose
comprano ancora al supermercato,
io fui nato sbagliato ed il tempo
era errato, superficiali e arrivisti,
l'empatia fu il disprezzo
ed un crimine è lesto se l'uomo
è disattento e ho pregato,
ho pregato, ho pregato
chi mi ha ascoltato, ha capito,
ma mai assecondato.
Il falso è irriconoscibile,
ha gli occhi buoni e un neo al centro del collo;
ti dice che nulla esiste
quando gli urli contro la tua anima
lei però si fa triste, ti scaglia
i suoi momenti peggiori,
la sua incapacità di venirne fuori,
la libertà libertina di cui non ti ha mai parlato,
se ti sei impegnato la colpa è la tua,
c'è solo il soffice niente a far da cuscino
indovino con poco, sono solo di nuovo.
La morale è un concetto dimenticato,
io fui nato sbagliato, nello spazio e nel tempo,
lo senti che il vento, oggetto adorabile,
rammenta che la fondamentale è invisibile,
dammi aria, dammi i giorni di gloria,
dammi i modi per dar lucidità alla sua boria,
Re Mida da sola, credi di poter essere tutto
perché gli anni non ti hanno ancora sfiorato,
io fui nato sbagliato, ma non sarò dimenticato
perché ho combattuto contro l'indifferenza
mentre ero seduto sul suo letto e ho pianto spesso,
ma sempre mentre non ero in compagnia,
illumina la via, la mia, la loro, la sua,
ognuno merita di conoscere il male che sparge,
mentre la verità distorce nelle dimensioni
di tutte le incapacità, inadatta ad amare
ti auguro di avere una vita al mare e
nessuno con cui festeggiare.
added 8/1/2021
Inarrivabile
L'odio per me stesso
sulla scala dell'autostima,
chiede che il mio amore in rima
si consapevolizzi fesso.
La sorte non ti aspetta,
ti chiede di scegliere,
mentre si crogiola la fretta
del mio non saper intraprendere.
Nella lasagna delle mie personalità
che si stratificano senza darmi scelta,
c'è la morale e l'amoralità,
l'artista, lo scemo, un osservatore e il delta
di fiumi geniali o stolti,
di vite che sarebbero potute essere,
alla fine si riunisce tutto in una sola voce,
la foce che infila tutti i tuoi giorni nel cesso.
Tu e l'insuccesso, la fatica di trovare appigli,
il rancore verso le emozioni del sesso,
il non controllo del Sé, mi sfregia con i suoi artigli.
Sono sempre io eppure cambio, transito,
su binari sensazionalistici di umori e dolori
vorrei sapere parlare sempre senza dare adito
ai demoni che mi sussurrano da dentro e da fuori.
Tu, non sei in grado senza che il destino
ti dia le possibilità di mostrare che ce la puoi fare,
sudo freddo ed un pugnale nell'intestino
mi suggerisce che l'unica via è lasciarsi andare.
Non ho capacità di controllo,
sono una marionetta nelle mani del fato
e l'invidia che provo è un cappio al collo
avrei solo voluto tutto, ma purtroppo tutto è sbagliato.
Un amore, mille amori, una vita in mille vite,
mentre sento che il blocco alla gola
mi chiude la strada delle percezioni più ardite
e vola sola la memoria, di quanto sarei potuto essere
e il malessere dei giorni che abbiamo davanti,
quelli in cui ti abbandonano i desideri futuri
diventando certezze di passato, poco lungimiranti:
saresti stato una rockstar o meglio un uomo innamorato?
Se non ti avessero installato tutti quei dubbi e quelle paure,
se invece della scure mentale avessi avuto una guida,
la giusta compagnia è la felicità e la solitudine è la sfiga,
l'introvabile serenità è nell'accettare la sfida.
Il futuro è ancora là, la mia voglia è insolubile,
ma ogni passo falso è come una cazzo di sabbia mobile,
qui non c'è verità, siamo una singolarità
dell'universo infinito e nella ricerca dell'eternità,
siamo di nuovo nel freddo buio inscindibile,
io sono sfinito e la mia fama è irrisibile.
Amico, dov'è il mio successo, io non ho mai chiesto
altro che del buon tempo in compagnia e di creare,
ma così è difficile, sembra quasi come buttare
dita di una mano avvolte a una penna,
scrivere per la luna che è la sola che mi guarda
e forse apprezza.
added 3/1/2021
Scelte
Superficialità è leggerezza
in equilibrio,
pesantezza è profondità
in squilibrio,
la vendita del liquido
surclassa il solido,
l'orizzontale commerciale
si specchia nella nicchia verticale
dello spigolo,
la massa cerca sicurezza
nella sinusoidale curva del conosciuto,
tranquillo;
Marketing è storia e storia è influsso
sulla personalità del tutto.
Comprare è un atto politico,
vendere è azione filosofica,
il pensiero sa del lontano viaggio che fa
una firma,
simbolo della responsabilità dell'opera.
Su ciò la breve riflessione della vincita e della perdita,
di ciò che diviene capillare o esclusivo,
comune o raro, l'estetica del buon gusto
mistero impenetrabile dell'universo
che decise tredici miliardi di anni fa che gli atomi
avrebbero avuto dei canoni di bellezza
e qualcosa avrebbe anche avuto un buon sapore,
mangio una fetta di pane (col salame),
il denaro è fatto delle stesse molecole del grano?
L'investitore ha lo stesso ingegno del contadino?
Il successo ama l'ambiente arido e le parole semplici,
le storie e il coinvolgimento degli umori,
il coraggio o l'idiozia, la grinta o la vanità,
di mettere in gioco sé stessi?
La nobiltà dell'eremita che riesce è, però, ancora intatta.
Tu che cerchi?
added 1/4/2020
Nel letto
Sdraiato, semi affannato, sporco
di me e di te, ti osservo,
il tuo respiro di sottofondo
mi calma, mi culla,
qualunque cosa succeda,
quel neo centrale sul collo
è la mia fonte di meditazione.
Guardarti sorridermi è inebriante,
mentre sono ancora in riflessione
apri la finestra sul cortile:
ci osservano carrubi, jacarande
(che non ci sono, me li immagino),
platani, pini, oleandri e un banano.
La luce che entra mi ricorda
che il plastico della morte è tutto su un piano.
Architetto perdonami.
Le mappe del compromesso
un po' mi spaventano, l'orografia
del sentimento mi dà, talvolta, vertigini.
Stanco, tento un orgoglioso pianto ma stento,
perché starti accanto, amore mio, è un vanto,
dalle finestre aperte mi parla il vento
delle tue realtà e delle mie utopie,
e intanto, io ti voglio bene, un abbraccio, un bacio
un altro sorriso, un po' al passato, un po' al futuro,
nullius in verba, ma sono sicuro, ti amo.
added 14/2/2020
Universo su tela (acrilico)
L'aventinismo in cui mi sono cacciato
mi infetta una mattina
virus contratto nell'esplorazione catartica,
analisi della mente autonoma,
signori e signore
galleggiamo in un punto indefinito
dello spazio,
molluschi attaccati allo scoglio
e l'universoceano ci bagna.
Tutto prende vita,
senza saperlo immaginare
ci concediamo alla dottrina,
candida o laida,
ci leghiamo allo Stato
in una sorta di bigamia laico-esistenziale,
il mirifico essere mediocri ci esalta.
L'apparenza consumista mi disgusta.
Questo fluire incessante del pensiero.
Solo la morte e il sesso lo arginano.
Quanto mi mancherò un secolo dopo la fine?
Il movimento bolso tossisce
percezioni di movimento,
le rose fioriscono,
gli uccelli cantano,
bambini invecchiano,
scordano di come sono venuti al mondo.
Io non ne ho idea,
ne avessi una genuina o ingenua
spiegherei la mia percezione visiva
catatonica di
questo lungo quadro
che vicino la cornice
assume atteggiamento catastrofico
e dentro si colora di vita, fuori dalla tela
l'unico occhio di Dio lacrima, rassegnato,
respingendo all'uomo le responsabilità del vuoto,
assumendosi quelle del tempo.
added 10/2/2020