Dario Fociani

 

Chi odia amare?

A cavalcioni su ogni uomo
C'è un diavolo o un angelo
Sta a te riconoscerlo.
Gli assorbenti non andrebbero tassati,
I consumatori di droghe andrebbero liberati,
I principi attivi depenalizzati.
Le piante andrebbero legalizzate, tutte.
Un demone non può cambiare, è nella sua natura divorare, come in quella di un santo C'è l'inclinazione ad amare.

Chi vieta, odia.

La libertà è educazione, conosce i suoi confini. Fare figli è spesso un atto egoista, donare cultura è un atto altruista di protesta. Uomini e donne sono uguali,

non esiste un giusto orientamento sessuale, lasciateci liberi di sperimentare il piacere.



added 27/2/2021

Oh love, my love

Se ti amo tu non mi ami,

se non ti amo tu mi ami,

se ti amo e poi non ti amo

tu impazzisci

se non ti amo e poi ti amo

tu mi lasci, ti stufi, ti guardi attorno

mosca dai cento mila occhi

ti posi su ogni cazzo di merda

se ti amo non accetto

se non ti amo puoi fare quello che vuoi

tanto lo so che mi penserai

che non lo farai

l'energia è una bilancia

l'amore è squilibrio

se non mi ami farò quello che se mi ami

non farò mai

le mancanze ci legano

la presenza ci annoia, macigno

si piazza sulla schiena, 

sopra la scapola, sotto il collo,

se mi ami la mattina non mi alzerò mai in vena

di un abbraccio, di un bacio,

se ti amo mi allontanerai

cerchiamo l'inarrivabile utopia

i compromessi ci abituano a farli quando siamo molto piccoli

se non impariamo viviamo male,

molto male,

in un continuo cercare per cercare

senza trovare o trovando sempre

e non accettare mai

è una condanna universale, 

coinvolge l'essere maschile e il femminile

e noi travolti generalizziamo sempre,

ce la prendiamo con l'universo

mentre lei è là sotto ad aspettare

uno sguardo lontano, destinato a non arrivare,

fa ridere comprendere tutto quanto

e non sapere come risolvere noi stessi, dio santo,

ed un cuore spento è il vanto, 

che rassegnato e lento vaga completando sé stesso

solo con sé stesso.



added 17/2/2021

Sticazzi

Chiamalo destino,

chiamalo maledetto binario,

chiamalo fisico assegnato, 

colore dei capelli, degli occhi, muscolatura,

massa corporea, grasso e consumo calorico standard,

chiamala sventura,

chiamala fortuna,

chiamala rincorsa dei propri ideali

o cinismo disperato legato alla visione

lucida della realtà nella quale ci troviamo, ci anneghiamo.

Nero nel marmo dell’universo,

dio (o Dio?)

non ascolta nessun lamento,

l’equilibrio è un affare con te stesso,

abbandonato dal capitalismo a rincorrere soldi e sesso,

mentre realizzi che qualsiasi altro sistema non ha funzionato.

Pure peggio!

Poveraccio.

Chiamala disgrazia,

chiamala sfortuna,

chiamala gioia nelle giornate di luna piena,

dove lei ti abbraccia e sembra quasi di intravedere l'infinito,

le sue labbra si avvicinano e in quel momento

ringrazi di aver avuto concessione d'esistenza,

poi pensa, tu pensa, poi passa, nella sofferenza lanci un barrito di dolore,

un grido che credi eterno,

poi passano mille anni e il tuo nome non è più nemmeno nell'aria,

le ambizioni, i sogni, gli ideali, il capriccio, l'angoscia, tutto lo sforzo e tutta la paura, 

nemmeno cento metri sotto terra.

Sticazzi. A noi non importa, viviamo come fossimo

legati a ogni stella, come se vita fosse imperitura,

siamo fiori e ci importa solo della fioritura

e la ricerca passionale dell’amore supremo

(non c’è cosa più pericolosa e più fruttuosa)

è la nostra rosa scabiosa.

 

 



added 17/2/2021

Fantasmi

Sto molto meglio quando non sei nella mia testa.

Quanto sei bella quando indossi la mia maglietta.

Abbiamo fatto l'amore praticamente sopra ogni nuvola,

peccato (un gran peccato) che il mio cuore abbia l'ebola.

Controverso come Evola, evoca sentimenti lontani ed

emulazioni di rapporti irrisolti, irreali, irrequieti.

C'è odore di caffè nella stanza, faccio un vu sessanta

mentre sei a novanta, fra le profondità del mio mantra,

meditare mi permette di sfiorare le tue orecchie da angelo,

dolce il dondolo del tuo seno sul mio alito, bere il tuo sudore è 

come vestire un nuovo abito, sadico, mi osservo allo specchio

e i tuoi occhi mi guardano come se sapessi amare, la realtà

è che non lo so fare, c'è una freddezza innaturale nel mio cuore,

lo immagino tramutare in un cactus, spine fuori e acqua dentro,

per dissetarvi tutte meglio nelle vostre fasi di siccità del sentimento,

posso evitare di dargli nutrimento per un sacco di tempo,

tanto lui non chiede altro che un frammento di speranza,

chiamatela luce solare e un giardino dove filosofeggiare

sulla mancanza del mio fiore e sull'importanza delle radici da cui ripartire.

Distratto, vengo lento dentro te, per cui dentro me,

non c'è nessuno qui se non fantasie perché

il mio cuore ha l'ebola ed ogni pensiero con te è nuvola

e questo lento decomporsi avrà forse scopo di rigenerarsi?

o di finire nella rassegnazione sociale? che è un po'

accettazione verbale di tutto quello che, per colpa di me stesso

e un po' per colpa del destino, sono.



added 8/2/2021

Nessuno si muova

Attenzione, fate attenzione,

diavoli fra noi, 

borghesi in borghese,

nessuno si muova,

imitano le tue, le mie gesta

credono nella svalutazione dell'individuo,

nel progressismo conservatore,

il futuro è ieri, 

l'amore per il prossimo è

una goffa ossessione da ridicolizzare.

Le braccia come tentacoli

mi sfiorano la testa,

mi grattano la schiena,

mi perforano il ventre,

qui nessuna gatta ci cova,

diavoli fra voi

nessuno si commuova,

li ho sentiti accelerarmi il cuore,

loro lo possono fare,

stringerlo nel dolore fino a farne aumentare

la pressione, la pulsazione,

lo sento suonare come il tamburo di un esercito in marcia,

marcio in decomposizione picchia contro la mia anima.

Quanti battiti e quanti respiri

ha a disposizione un uomo?

Sono forse di numero limitato?

Oggi ho perso il mio unico amico,

me stesso,

non mi ritroverò mai più

o non ci sono mai stato? 

Ho sempre pensato che nulla ha senso

se non la cura dei propri piaceri personali,

la buona compagnia e il sesso.

Non mi ritroverò mai più.



added 31/1/2021