Giulio Malcangi

Determinismo del detersivo

Due mele
pomiciano,
ammuffite,
in un soffocante sacchetto
griffato:
mese scorso.

I piatti,
che come sindacati
affollano,
sporchi,
il centro del lavandino.

Disoccupato
da una settimana,
osservo
lo zaino del lavoro,
che sonnecchia
sul divano,
ancor da disfare.

Eppure..
..I miei obiettivi,
non ho il tempo
d'entrar
in casa,
che dis-fatti
son al terzo tiro.

Delle forbici
da giardino
(o da cucina),
puntano,
minacciose,
un Limone,
intrappolato
da quella retìna:
verde speranza.

Limone,
che trasudando paura,
urla: "No!
Non farlo!"
trema.

"Ti prego!"
implorando le forbici,
poi mi guarda,
disperato:
"Non fatelo!"
mi coinvolge.

Eppure..
..Caro limone,
anche stanotte
i piatti resteranno
sporchi,
nel lavandino 
intasato
dei nostri salotti,
tra facce lucide
e brillantina in eccesso,
col microonde
che medita perplesso.

Automobile attende,
a luci accese
(vano cruscotto compreso),
ricettacolo di sguardi,
nel parcheggio popolare.

Ma son le Ventidue
e ventidue,
e tu mi scrivi ciao
e io rispondo ciao,
e forse
è meglio che l'auto spenga
quei fari. 

E noi pure,
soprattutto di giorno. 



 


 



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