Giulio Malcangi

Domanda essenziale

Scarto il regalo dell'Inverno.
Il sangue si ghiaccia nelle vene e più non scorre.
Con lui i pensieri, congelati,
aumentano di volume e spaccano l'involucro,
che prima cervello, ormai non più contiene l'anima.
Il cuore bunker, non funge più da quartier generale.

Sulle strade,
il violino di un eroinomane
stona la morte di un cigno.

E nella fermezza del tutto,
il niente danza la sua rivoluzione.
Affigge cartelli e recita slogan,

mentre la pasta sfoglia,
sotto il pesante ritmo
del mio mattarello,
forma un cerchio.
SUPERFICIE
di seducente nichilismo.
Di questo mestiere,
al servizio di uno,
al servizio di cento,
al servizio di nessuno:
i Tutti.

E nel passato,
Madre,
riponeva La Sua Domanda,
mascherando la sua posizione
di non genetrix,
come meglio non potesse fare:
"Sei felice?"

Ed è qui racchiuso il tutto,
che ora è niente,
a cui rispondo...

---SI!---

Ma a quale prezzo?
A quali condizioni?
Non le mie.
Non le tue.
Non le nostre.
Non di LEI! e del suo amore per me,
SCONFINATO e INCONTAMINATO!

La rabbia,
amorevole,
scalda di nuovo
gli argoritmi di vita,
il ghiaccio di sangue
torna liquido
e torno io,
quindi ad essere..
PIENO

del vuoto
che tutto e niente
or mi compete.



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