Giulio Malcangi

Torero

 

In guardia marrano!
Impugna la tua spada.
La mia penna,
i morti lascia,
dietro alla mia strada.
Gente caduta,
al primo colpo
di parola intelligente.

Colpisci forte,
proprio qui,
dietro al nudo collo,
e arriva veloce in fondo,
diretto,
perfetto,
al cuore.

Questa penna io non la mollo!
L'anima rimane,
solo il corpo muore.

Il tuo capote
e la tua muleta
distraggono i miei sensi,
confondono la mia vista.
Tu sei il forte,
io sono il debole,
so quel che pensi.
Ma porgi attenzione,
poiché al tuo stramazzare
in mezzo alla pista,
il tonfo assorderà,
ribaltando la situazione.

Colpo d'inchiostro,
sguardo sincero,
affrontami a tuo rischio,
l'occasione non ritorna.
Sei così convinto d'accendermi il cero?
Pensaci
e fammi un fischio,
io son qua,
 
che mi lucido le corna.



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